Buon Natale!

L’altro ieri passeggiavo per il Vomero chiacchierando con una cinquenne molto simpatica e solare, piena di curiosità. Nel passeggino che spingevo c’era un’unenne con le stesse caratteristiche della cinquenne. Mentre la cinquenne mi parlava di tutto e mi faceva domande su domande, sempre puntuali, interessanti, mai banali — domande che mi portavano nel suo mondo  – ho sentito qualcuno canticchiare, era l’unenne che si guardava intorno canticchiando: “lalalalla lalalalla…”. Mi è venuto da ridere.

Questo Natale conclude un anno di cambiamenti, un anno di quelli in cui mi sono data spesso un pizzico sulla pancia per andare avanti, mi sentivo stanca e scoraggiata. Il passato può ritornare sotto varie forme, quest’anno è tornato spesso: ricordandomi momenti bellissimi, da cui ho tratto forza, e ricordandomi momenti duri, che mi hanno chiarito che questo è stato un anno complicato ma bello per certi versi, gli anni veramente brutti, per me, sono stati altri.

Francesca Matilde Ferone, Sandro Quintavalle e can Piera, in versione natalizia, Babbo Natale, Folletto e Renna, augurano buon Natale a tutti.

Buon Natale! Oh! Oh! Oh!

Non amo il Natale ma lo vivo serenamente, per anni l’ho odiato profondamente – era il momento più doloroso dell’anno – ora lo vivo con leggerezza. Da alcuni anni da queste parti si sfornano bambini, il ruolo di zia mi calza a pennello, mi diverte comprare i regali per le mie nipoti, e mi osservo. Bianca è la più grande delle mie nipoti, ha ben 5 anni, ed è il mio banco di prova: una parte di me usa Bianca come scusa per comprare giocattoli che mi piacciono, sapendo bene che lei vorrebbe altro, un’altra parte di me srotola davanti ai miei occhi la lista dei regali fatta da Bianca e chiarisce che i regali sono per lei non per me. Ho imparato a fatica a non comprare, con le scuse più bieche, bellissimi giocattoli che avrebbero reso me felice e Bianca dispiaciuta. Le liste di Bianca sono orali, variabili, e molto dettagliate. Comprare un regalo della lista è un segno di rispetto per questa bambina, una persona differente da me, con gusti precisi. Parlo di Bianca perché è la più grande delle mie nipoti, con lei ho fatto la gavetta di zia le altre si avvantaggiano dell’esperienza che ho acquisito in questi anni.

La ziitudine mi porta a riflettere sui rapporti umani, la ziitudine mi mette di fronte a me stessa. Cosa è importante, cosa non lo è; cosa lasciare andare, cosa fermare. Natale, ci piaccia o no, ci mette sempre di fronte a noi stessi. Passare indenni il Natale non è facile se ci si sente soli, se si è stanchi, se si ha un dolore da vivere e smaltire. I natali felici, senza ipocrisie di facciata, sono rari. I natali sereni si possono costruire, con la volontà, con qualche sforzo, con la voglia di sorridere un po’ di più e accettare se stessi e gli altri per quello che sono.

Questo sgangherato post natalizio posso chiuderlo in un solo modo: vi auguro di passare un Natale sereno in compagnia di persone che amate per quello che sono e che vi amano per quello che siete. In caso di natali formali, ipocriti, costretti dalle convenzioni, solitari, pieni di vuoti, tenete ben presente una cosa: Natale passa presto.

Buon Natale!

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