Non è fame è più…

Le offerte del giorno per Kindle, il lettore di e-book di Amazon, in 2 giorni, quasi di seguito, in questo splendido inizio di settembre, mi davano la possibilità di comprare 5 libri 5 su diete varie. Bene!

Sul web impazza gente che è dimagrita e ora dà consigli su alimentazione e stili di vita sana al mondo intero. Bene!

Giornali, televisioni, web ogni giorno mi informano se sono grassa, magra, curvy, obesa, parassita della società e, di base, mi dicono che il mentecattume impazza.

Io a 18 anni pesavo 98 kg per un’altezza di 1,70. Ho un marito obeso. Sono bulimica/anoressica/mangiatrice compulsiva dentro anche se fuori sono dimagrita —  non sono magra, ai miei 10 kg in più sono affezionata, oscillo da anni tra i 73 ai 75 chili, e mi voglio bene — perché se sei bulimica/anoressica/mangiatrice compulsiva a livello mentale lo sei per tutta la vita e se non stai bene attenta modi di pensare e sentire distruttivi, che si traducono in modi di agire, prendono di nuovo il sopravvento. Vale anche per i maschi parlo al femminile perché sono femmina.

Francesc Matilde Ferone sepolta da quintali di cibo, can Piera le lecca la faccia per consolarla. Illustrazione di Sandro Quintavalle

C’è niente di buono da mangiare?

Per anni mi sono mangiata l’ira di dio, di nascosto, chiusa in camera, in bagno, nelle scale di palazzi, in strada cercando di non farmi vedere. Buchi neri da riempire, rabbia, vuoto, dolore. Ho cercato di vomitare ma non ero brava, mi sono riempita di lassativi e diuretici, sono corsa nel cesso a funerali perché il giorno prima avevo preso un’intera scatola di Fave di Fuca. Eh sì di esperienza ne ho fatta a bizzeffe.

Sono dimagrita prendendo pillole anoressizzanti regolarmente prescritte da medici rinomati, tanto in voga a metà anni 80’ del secolo scorso, anfetamine legalizzate, ci aggiungo: cazzo! Sono ingrassata di nuovo, subito. Ho scoperto con esaltazione, come se fosse la manna piovuta dal cielo, che se il cibo lo buttavo fuori con vomito, lassativi, diuretici non sarei ingrassata. Che figata! Non ha funzionato, solo delle gran corse al cesso.

Sono andata da dietologi, nutrizionisti, psicologi, gruppi di autoaiuto; sono dimagrita, ingrassata, dimagrita, ingrassata: rotta le palle.

L’obesità è una malattia, l’obesità è una mancanza di volontà, l’obesità deriva dalla depressione, la depressione deriva dall’obesità, l’obesità è un costo sociale. Io non ho risposte ma so per esperienza diretta, e perché vivo accanto a un obeso, che se si è obesi non si è né esseri inferiori, né parassiti della società, né untori. So che ci sono cause differenti per cui si mangia molto, io e Sandro siamo ingrassati per motivi diversissimi, io sono dimagrita facendo un percorso personale al cui centro c’è stata la scrittura, il guardarmi dentro, per Sandro la questione è differente.

Come persona abituata a forti dimagrimenti sono terrorizzata da chi, anche se poi alle critiche risponde io parlo di me non voglio essere un esempio, fa, nella realtà, del proprio peso un mezzo di promozione di se stesso/a in modo sterile ma molto pericoloso, andando a toccare corde a cui moltissimi sono estremamente sensibili.

So cosa significa contare le calorie, so cosa significa avere la sensazione che le calorie quotidiane siano superate, che tutto sia perduto, e allora via a un’abbuffata poi da domani a dieta, so cosa significa pesarsi ossessivamente tutti i giorni o non pesarsi per paura che anche 100 grammi in più diventino pensiero ossessivo, e spesso quel pensiero porta con sé valanghe di cibo, o la voglia, e il tentativo, di mangiare poco, pochissimo, il meno possibile.

Conosco i medici: nutrizionisti, dietologi, psicologi, psichiatri, ne ho visti tanti; e pochi, pochissimi seri. Ho visto, in me e in molti altri, pochi risultati e tanti danni.

Sono stata vegetariana, sono stata ossessionata dal cibo naturale, sono stata ossessionata da mode alimentari coglione. Ho comprato creme in farmacia, profumeria, da Vanna Marchi, per diminuire centimetri di grasso, cellulite, acqua, liquidi, pelle. Parola d’ordine diminuire. Mi sono ammazzata di movimento e sono stata ferma, immobile.

I problemi alimentari sono roba seria, serissima, sinceramente leggere, ascoltare, vedere persone che parlano con faciloneria disarmante mi fa sempre più paura.

No sto qui a dirvi cosa, quanto, come e perché mi sarei mangiata il mondo; se proprio siete curiosi in questi vecchi post (La materia di cui siamo fatti; Nelle scarpe degli altri; Palla nera non avrai il mio scalpo, Vengo anch’io, no tu no;  Usa la Forza Francesca!) un po’ di motivi li trovate. Il cibo è il modo istintivo con cui io riempio le mie voragini, lo sarà sempre. Non do consigli, se fossi così brava a risolvere problemi altrui, compresi problemi col cibo, vivreri con un tipo magro, atletico, fighissimo; no esagero, neanche io sono magra e atletica. A ben pensarci il pancione consorte è fighissimo, non magro e atletico, ma fighissimo sì.

Tutti a dare consigli sul cibo, a fare diete, a dare diete agli altri, tutti informatissimi su cosa è sano e cosa non lo è. Io che col cibo ho un rapporto difficile da 40 anni, un rapporto che è molto migliorato ma che se non è tenuto sotto controllo può diventare di nuovo pericoloso e distruttivo non ho niente da dire. C’è già tanta gente che parla a vanvera, non c’è bisogno di me.

7 thoughts on “Non è fame è più…

  1. Al “distacco” ci arrivi elaborando, scavandoti dentro, decidendo di buttare fuori realtà che hai tenuto nascoste per anni. Fuori vedi una persona che ingrassa a dismisura, dimagrisce, ingrassa, dimagrisce; fai i complimenti quando dimagrisce, ramanzine quando ingrassa. Raccontare le cose come stanno, dopo averle guardate al microscopio, dopo averle elaborate con tanto scrivere per me, solo per me, DECIDERE di non vergognarmi, perché non ho niente di cui vergognarmi. È la mia storia, ma nei meccanismi mentali, emotivi, e nei modi di agire, è la storia di molti. Ma per quanto sia, anche, una storia di forte dolore, come le storie di tanti, ho scelto di raccontarla in maniera ritmica, leggera, mia. 🙂

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