L’arte della brioche con gelato salverà il mondo

Ormai non ho dubbi, viviamo in un’epoca decadente e barbara. Soave utilizza brioche imbustate e senza palla.

Chi è Soave? Soave è una cremeria gelateria situata in via Scarlatti, Vomero, Napoli, fa il gelato più buono del mondo, pochi gusti, ora qualche gusto in più ma sempre a base di ingredienti freschi, e una panna spettacolare.

Soave e lì da sempre, almeno da quando sono nata, ovvero sia quasi 48 anni fa, ed è sempre stato un posto serio, rispettabile. Entravi, avevi voglia di una brioche con gelato e lei era lì, la brioche seria, quella con la palla, quella che trovi a Napoli, in alcuni luoghi della Sicilia e in alcune zone della Francia. Eh sì quel tipo di impasto e quella forma è un regalo della dominazione francese nel sud Italia.

Da un po’ di tempo trovare le brioche da Soave era sempre più difficile, chiariamo i coni sono fantastici, la cialda è sempre stata un’esperienza mistica, ma se ho voglia di una brioche con gelato io voglio la brioche non il cono. Quando si trovavano non erano più le brioche dei bei tempi andati, quelle di quando il fornitore ufficiale di brioche di Soave era Daniele, ma erano sempre brioche serie, impasto serio, palla d’ordinanza.

Per i poveri infelici che non sanno chi è Daniele spiego: Daniele è stato un luogo di culto dei vomeresi, una pasticceria di quelle serie, una rosticceria sopraffina, un bar, un punto di ritrovo. Cavoli! come faccio a spiegare un luogo come Daniele a chi non l’ha vissuto?! Daniele è stato Daniele.

Daniele ha chiuso da quasi 20 anni, è stato aperto per più di 50 credo, è faceva, tra le altre cose, delle brioche spettacolari. Soave se ne forniva giornalmente e le persone serie, quelle che di brioche e di gelati ne capivano, entravano da Soave e chiedevano: “Una brioche con gelato è panna”.

Erano mesi che non vedevo brioche da Soave e sabato scorso il dramma, passo lì davanti, butto un occhio all’interno e per poco non mi viene un infarto, sotto una campana per alimenti brioche imbustate senza palla.

Francesca Matilde Ferone chiede una brioche con gelato le le viene dato un secchiello di gelato. Oltraggio! Illustrazione di Sandro Quintavalle

Ci siamo capiti male, amico.

La piccola Francesca Matilde Ferone ha reso ben chiaro ai suoi genitori un concetto: le bambine non sono tutte carine, smorfiose e tanto divertenti, alcune bambine sono la reincarnazione di Attila.

La piccola Francesca Matilde Ferone e l’adulta Francesca Matilde Ferone hanno delle certezze assolute. I secchielli di gelato, o coppette, sono il male. Nessuno sano di mente può davvero volere una coppetta di gelato, una coppetta piccola poi non me parliamo. I gelati si mangiano con il supporto del cono, la cialda è roba seria, mica quella specie di biscotto che sembra cartone rinsecchito. Nei momenti di massima voluttà e goduria il gelato va mangiato con la brioche, quella con la palla, massimo due gusti e panna.

Ci sono cose su cui non si discute.

Per molti ho un pessimo carattere e con me non si discute, per certi versi è vero, per altri è comodo pensarla così, ma su una cosa dalle mie parti c’è la dittatura, io ho ragione e gli altri hanno torto: decido io chi fa bene gelati, brioche, panna, semifreddi, cialde, e non solo. Le opinioni degli altri non contano.

E non contano neanche parlando di cioccolata; la migliore cioccolata dell’universo, qui lo dico e qui non lo nego, la fa Gay Odin, il resto sono mode passeggere.

La piccola Attila Ferone da subito ha chiarito il suo diritto al cono, il diritto a mangiarlo con bocca, mento, mani, vestiti, fronte, capelli, gambe. I genitori Ferone erano lì allibiti, erano cresciuti nel mito delle bambine aggraziate, quel mostro cosparso di gelato in ogni dove non corrispondeva al modello da loro richiesto. Vittorio Ferone e Lucia Pirolo in Ferone hanno pensato di poter essere più astuti della piccola Attila, se la creatura si stende il gelato ovunque mangiando il cono il rimedio c’è: secchiello.

La piccola Attila li ha lasciati fare ma la vendetta è stata tremenda, il cucchiaino permette di stendere meglio il gelato, si creano migliori dettagli tra i capelli, sui vestiti, nel mondo circostante. Ok, era secchiello finita, si ritorna al cono, ai vestiti facili da lavare, da maschiaccio, ai capelli corti da non ficcare nel cibo, alla vita serena di una famiglia normale che si trova a crescere Attila reincarnato in una graziosa bambina.

A quasi 48 anni provo un vero fastidio per chi prende di sua libera iniziativa una coppetta di gelato, se aggiunge l’aggettivo piccola mi viene l’orticaria, sento un’istintiva diffidenza, odio le persone che prendono un invitante gelato con cono e invece di gustarlo con goduriose leccate lo mangiano col cucchiaino, se poi buttano il cono mi viene da urlare: “Ipocrita, lo so che sei uno da coppetta piccola senza panna travestito, non mi inganni”.

La civiltà di un popolo si vede dalle brioche, sì ne sono convinta. Goduriose brioche con la palla, brioche riempite di gelato, panna e altre meraviglie, brioche da mangiare senza ripieno gustandone la fragranza.

Quando un popolo perde la capacità di riconoscere una brioche buona e fresca da una brioche semi-industriale non di giornata si è al declino avanzato.

Anni milanesi di astinenza da brioche serie mi hanno portato alla ricerca della brioche perfetta tornata a Napoli, brioche da riempire con del gelato. Da quasi 2 anni vivo una tragedia, Napoli è sempre più piena di gelaterie con un’infinità di gusti differenti ma uguali, luoghi barbari dove si usano brioche imbustate o fresche ma con impasti differenti da quelle con la palla in modo da poter essere conservate per più giorni.

Ciro a Mergellina fa un buon gelato da sempre e fa una  buona brioche, ma non è quella classica; Gay Odin è Gay Odin, da qualche anno fa anche gelati ma vende le brioche con gelato solo nell’ultimo negozio che ha aperto: Cioccolata Foresta, un luogo delle meraviglie. Usa rigorosamente brioche con la palla e le brioche sono di Moccia, e se non sapete chi è Moccia non ve lo spiego, non mi interessa che non siete napoletani e non siete mai stati a Napoli, Moccia non si spiega. Se siete napoletani e non conoscete Moccia avete problemi molto molto seri.

Raggiungere da casa mia la brioche di Moccia ripiena di gelato di Gay Odin richiede tempo, io contavo su Soave, sul suo gelato fantastico, sulla sua panna e sulle sue brioche. La fine di un’era, siamo in piena barbarie e neanche ce ne accorgiamo. Brioche imbustate senza palla da Soave, cose di pazzi.

Sono una persona poco elastica, ho bisogno di gente viva e propositiva attorno a me, non mi interessano lamenti, macchinazioni, manipolazioni, pettegolezzi, gruppetti. Ho bisogno di gente pronta a mettersi in gioco, a farsi un culo così per qualcosa in cui crede, gente che conosce bene la differenza tra seriosità e serietà. Gente leggera, goduriosa, serissima, forte, empatica, propositiva. Gente viva.

La prova brioche con gelato e panna è basilare per selezionare le persone, chiunque mangi una brioche con gelato senza commentare: “Oddio quante calorie saranno; dopo non ceno; domani a dieta”; chiunque non senta il bisogno di commentare vedendo qualcuno mangiare una brioche con gelato, anche se il godurioso mangiatore di brioche non è negli standard di magrezza in voga: “Gesù che si sta mangiando, ma è un pasto, guarda quello/a” è una persona da prendere in considerazione.

Godersi senza sensi di colpa una brioche con gelato è un’arte che racchiude in sé varie arti: saper scegliere il tipo di brioche, i gusti più consoni al momento, quelli che davvero ci vanno e non quelli meno calorici, saper godere della panna, quella buona, di latte — facciamo a capirci quella vegetale non è panna, arrendetevi, chiamatela come cavolo vi pare ma non è panna, e dirò di più: “FA SCHIFO” — rilassarsi, concedersi del tempo, tempo da dedicare a sé stessi, farsi un regalo e goderne liberamente.

Questo è il mio post più importante, quello in cui inneggio alla mia dittatura su gelati, brioche, panna, ciccolato e altre meraviglie del creato. Io ho ragione e gli altri hanno torto se hanno gusti differenti. Quello in cui invito tutti a godere del cibo, assaporarlo, gustarlo, prepararlo con lentezza e attenzione, senza sensi di colpa, sentendo i sapori e gli odori, osservando quanto i colori del cibo siano importanti, per me lo sono, senza contare le calorie. Lo dico da persona che per anni si è ingozzata e non ha sentito i sapori, ingerendo quintalate di cibo ha cercato di riempire vuoti, e ora rivendica la sua libertà.

Libera brioche con gelato e panna a tutti. La brioche con gelato è panna non è per tutti, è per pochi eletti che sanno godersi il mondo.

4 thoughts on “L’arte della brioche con gelato salverà il mondo

  1. Io prendo da sempre la coppetta: sono lenta, parlo, agito le mani, non lo reggo il gelato che cola sulle dita, ho sempre in mente lo sguardo di rimprovero di mia madre e le occhiatacce e il fai così e cosà e come lo mangi ‘sto gelato? e dove sta la raffinatezza nella leccata? ecchedupalle! Semplifichiamo: coppetta e via!

    Mi piace

    • Mai parlato di raffinatezza della leccata ma di goduria :-), diverso, molto diverso. Io agito le mani, il gelato mi colava e mi cola dappertutto, mi sporco spesso e volentieri e lo mangio lentamente. Sono stata il terrore dei miei genitori da piccola e ora faccio molto ridere marito e amici. Un cono gelato, una brioche, sono miei piccoli riti. Poi ognuno ha il diritto di mangiare gelati, o altro, come cavolo gli pare, quello che non reggo dei “mangiatori di coppette” sopratutto piccole, è quell’aria di disapprovazione verso i mangiatori di coni grandi è brioche, della serie “tu mangia la tua coppetta, io mangio la mia brioche e non rompere tanto”.
      Ovvio che poi è un’esasperazione e generalizzazione ;-). Il mio diciamo è un invito a godersi le cose che ci piacciono fregandosene; poi il problema di trovare una brioche decente da riempire di gelato è ovviamente serissimo e va affrontanto con solerzia, qui mi crollano certezze.

      Mi piace

      • eh si quando chiude uno spacciatore di cibo buono è sempre un dramma, lo so. Quando era ragazzina chiuse, vicino a casa mia, un gelataio che faceva un fantastico gelato al risotto giallo, dolce e piccante, non te lo so spiegare – ne porto ancora il lutto…

        Mi piace

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...