Buona Pasqua!

È il terzo anno di fila che io e Sandro passiamo Pasqua a Napoli, abbiamo rinunciato a passarla in un posto bello con persone a cui vogliamo bene per un motivo validissimo: è un periodo complesso — non complicato, non difficile, complesso, è cosa differente — Sandro è stanco e abbiamo bisogno di rilassarci, abbiamo bisogno di tempo per noi senza pensare e senza impegni, quindi una rilassante Pasqua a casa.

Una Pasqua libera, in cui decidere cosa fare all’ultimo momento, una Pasqua egoista, chi ci vuole bene capirà. La voglia di approfittare delle mille opportunità intorno a noi: i musei aperti, una passeggiata in costiera o ai Campi Flegrei, camminare per Napoli senza meta scoprendo nuove cose e avendo la sensazione di avere mondi da conoscere, presenti e passati, racchiusi in questa meravigliosa città. Da agnostica forse la messa pasquale a Santa Maria della Sanità, la celebra don Antonio Loffredo: mi piace come persona e mi piace l’idea di dirgli: “Buona Pasqua” e stringergli la mano.

Buona Pasqua 2015 un uovo con una sorpresa sorprendente

Sorpresa!

Ieri, Venerdì Santo, abbiamo fatto il giro dei sepolcri, i sepolcri a modo mio, come li vivevo da bambina quando seguivo mio padre: una gara di allestimento, il sepolcro più bello vince. Adoravo seguire mio padre nelle varie chiese: gli addobbi, i fiori, l’allestimento; ero pronta a stupirmi della bellezza di fronte alla quale mi sarei trovata.

Ieri sono uscita con lo stesso spirito poco cristiano, la voglia di un pezzo di tortano come pranzo, merenda, cena — pasto unico ma sostanzioso — e la voglia di eleggere il vincitore della gara Sepolcro 2015 . Lo so, a molti si staranno rizzando i capelli in testa.

Siamo scesi giù Napoli a piedi, il tortano ce lo siamo meritati, c’era un bel vento, una luce stupenda, e ci siamo immersi in posti bellissimi. Chiese conosciute come il Gesù Nuovo, Santa Chiara, San Lorenzo Maggiore; e luoghi sconosciuti, spesso chiusi, ieri aperti per le celebrazioni del Venerdì Santo.

La chiesa delle Clasisse a piazza del Gesù era aperta, ho pensato: “Wow, devo vederla assolutamente”, lo ammetto abbiamo dato un’occhiata dalla porta a vetri ma non siamo entrati; la chiesa è piccola ed era gremita di persone in preghiera, non ci andava di disturbare la funzione che si stava celebrando. Siamo entrati invece in San Giuseppe dei Ruffi in via Duomo, nuova scoperta per noi: bella, ricca, barocca.

Ci siamo addentrati alla Sanità con curiosità, entrare in Santa Maria dei Vergini è stata un’esperienza unica, da ogni cappella e dall’altare fuoriusciva la prua di una barca in legno. Lo smarrimento iniziale è stato soppiantato dalla curiosità e dall’entusiasmo. La scelta della comunità di quella chiesa di vivere il 2015 all’insegna del paragone tra fede e navigazione a vela — movimenti precisi e veloci, venti, ostacoli da superare, navigazione contro vento — e l’allestimento della chiesa in tema con il percorso intrapreso ci hanno dato una sensazione di vitalità serena e determinata. Mi piace il parallelismo scelto, mi piace l’idea di navigare controvento. La chiesa era gremita di gente, italiani e stranieri. Più giro per Napoli a più sono orgogliosa della mia città bella, problematica, aperta, tollerante. Altrove, dove la vita è più facile, si genera odio.

Siamo arrivati alla basilica di Santa Maria della Sanità in piena celebrazione delle funzioni del Venerdì Santo. Ho già espresso la mia ammirazione per don Antonio Loffredo e per il suo lavoro al rione Sanità, posto difficilissimo e bellissimo, ieri ho avuto la riprova dell’intelligenza e della capacità di coinvolgimento di quest’uomo.

La scelta di svolgere la funzione nella cappella paleocristiana, bella e suggestiva, l’allestimento dei posti a sedere, l’adorazione della croce emozionante nella sua semplicità. Una messa cantata e viva. Da agnostica, a volte atea, mi sono commossa, non so se esista un dio, di certo esistono persone che fanno la differenza.

La nostra Pasqua sarà una Pasqua a nostra misura, seguendo l’umore del momento e sorridendo alle cose belle che ci siamo regalati. Non ho assegnato a nessuno il premio Sepolcro 2015, o forse sì; l’ho assegnato alle mie emozioni di adulta e di bambina e alle persone che fanno cose belle perché ci credono sul serio, compresi allestimenti belli e suggestivi: luoghi di preghiera e luoghi di bellezza.

Io, il pancione consorte e can Piera vi auguriamo una pasqua vissuta secondo le vostre esigenze e i vostri bisogni del momento, anche una pasqua egoista se avete bisogno di questo per sentirvi più sereni e pronti ad affrontare il mondo. Un pasqua sorridendo a voi stessi.

Buona pasqua.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...